ROMA
JERUSALEM
2008
Con il patrocinio ufficiale di AEVF
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Il nostro viaggio, terza parte: a piedi in Terrasanta
’Akko e Haifa
Da ‘Akko ad Haifa
'Akko, ossia San Giovanni d’Acri: per secoli, prima che le navi a vapore preferissero lo scalo di Haifa e gli aerei venissero incanalati al David Ben Gurion, era questo porto il punto d’ingresso obbligato in Terra Santa... La città vecchia, popolata in maggioranza da arabi, conserva memorie e suggestioni del suo passato glorioso, tanto sotto le insegne franche quanto sotto i musulmani... Dista da Haifa appena ventisei chilometri, che percorriamo entrando in città nel primo pomeriggio attraverso un quartiere popolato da falascià, ebrei di origine etiopica...
Da Haifa a Nahsholim
...In questa canicola ogni chilometro costa fatica, e la tentazione di bere è continua: guai, però, a quell’uomo che pensi di farcela suggendo senza sosta l’acqua dalle cannucce delle camel bags! Finirebbe per sudare sempre più, perdendo più rapidamente i preziosi sali che già ci istoriano magliette e cappelli.
Per fortuna nel pomeriggio ritroviamo i segnali del sentiero, e riusciamo a camminare un’ora all’ombra di un bananeto prima di affrontare l’ultimo rettilineo che punta daccapo la costa e il kibbutz di Nahsholim.

Da Nahsholim a Nethanya e Tel Aviv
Da Nahsholim a Nethanya
...Percorriamo gli ultimi chilometri verso Nethanya di nuovo sulla spiaggia, e a parte qualche rara famiglia araba, con le signore coperte di tutto punto persino in acqua, la maggior parte dei freqentatori di questo lido appaiono allegri fricchettoni israeliani fra i sedici e quarant´anni...
Da Nethanya al kibbutz Shfayim
Pensavamo di dover andare ad Herzilya, ed invece no: il kibbutz che ci ospiterà questa sera sorge sei o sette chilometri più a nord della città dedicata al padre del movimento sionista, a poca distanza dalla spiaggia lungo la quale corrono i segnavia dell´Israel National Trail che stiamo seguendo verso sud...
Kibbutz Shfayim-Tel Aviv
Per tutta la mattina camminiamo sul bagnasciuga, aggirando vari tipi di barriere, naturali e non, ed è proprio in uno di questi attraversamenti che scopriamo l’esistenza di quelle che qui vengono indicate come "separated beach": sono le spiagge riservate agli ebrei osservanti, ma che comunque vogliono concedersi un po’ di mare. Questi stabilimenti sono isolati dagli altri dove vanno quelli che ortodossi non sono e i turisti, tramite alti muri di cemento e sbarramenti metallici che si spingono fino a decine di metri nel mare...

Tel Aviv
A partire da Giaffa, l’originario centro di insediamento arabo, cui nel corso del Novecento si è andata ad unire, un pezzo dopo l’altro, la nuova città ebraica, Tel Aviv, appunto. Molto interessanti sono anche il quartiere yemenita e le strade pedonali e alberate della zona costruita tutta in stile bauhaus.
Camminando per la città abbiamo notato due cose sopra tutte: da una parte il grande numero di giovani, davvero tanti, e dall’altra la copiosa e insieme commovente presenza di fornitissime librerie…
Per esempio, anche nei centri commerciali, tradizionale patria di SNT e del consumismo, ogni quattro-cinque negozi, state sicuri che troverete una libreria.
Nel tardo pomeriggio abbiamo visitato il bellissimo museo dell’Haganah, il corpo paramilitare clandestino formato dagli ebrei durante il protettorato britannico...
Ramla e le colline di Giudea
Tel Aviv-Latrun
Consultando la nostra fida cartina ci rendiamo purtroppo conto che l’uscita da Tel Aviv non è molto agevole. Una fitta raggiera di strade ad alta percorrenza esce dal centro cittadino per raggiungere varie località del paese. Per di più dobbiamo camminare più a lungo di quanto stabilito: a Ramla, che pensavamo nostro posto per la notte, non c’è nessuno che ci ospiti, per cui dobbiamo spingerci oltre, fino a raggiungere il parco dei divertimenti di Mini Israel, l’omologo locale della nostra Italia in miniatura dove si andava in gita scolastica da bambini.Comunque, dobbiamo partire presto: decidiamo di imboccare la statale 2 in direzione di Ramla. Il caldo è davvero forte, oggi, e ogni venditore di aranciate e acqua fresca appare come un benefattore miracoloso...
Latrun-Kibbutz Tzova
...Dopo una pausa nelle torride ore centrali riprendiamo il nostro saliscendi su queste pietraie infuocate dal sole che mettono a dura prova il nostro fiato e la nostra resistenza che credevamo invece fortemente temprati da ormai due mesi di viaggio.
È stata davvero dura e quando alle sei e mezzo di sera apprendiamo che per raggiungere la nostra meta, un non ben definito kibbutz nei pressi di Tzova, dobbiamo scendere per un vallone per poi risalire dall’altro versante: un po’ disperiamo.
Ma la luce che cala e il timore di rimanere isolati al buio su queste colline, ci spinge ad accelerare il passo. È già notte quando dal sentiero raggiungiamo la strada principale sull’altro lato della vallata che abbiamo prima disceso e poi risalito. L’ultimo chilometro fino al kibbutz lo facciamo illuminandoci il cammino con le torce da testa.
Kibbutz Tzova-Gerusalemme
Lasciamo il kibbutz abbastanza presto e ci incamminiamo l’ungo il nastro d’asfalto che si snoda per le colline circostanti e che ci porterà verso l’ultima città toccata dal nostro viaggio. Nessuno lo vuol dire apertamente, ma l’emozione e la tensione si fanno sentire, man mano ci rendiamo conto che la distanza da Gerusalemme diminuisce un passo dopo l’altro...
Un ultima sosta in cima alla salita appena conclusa, e poi eccoci scendere verso il centro cittadino: imbocchiamo la multicolore Jaffa Road e nel caldo delle tre del pomeriggio all’improvviso vediamo delinearsi davanti a noi le mura della città che fin da bambini abbiamo sognato di vedere un giorno…

Torna alla prima parte del viaggio: a piedi da Roma a Brindisi
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Siamo un’associazione di camminatori, indipendenti da partiti e associazioni, dedita alla riscoperta di antichi itinerari.
Prima di scriverne, li percorriamo!
Scopri il nostro grande viaggio fra Roma e Gerusalemme dell’estate 2008, oppure naviga fra le pagine dedicate al nostro primo viaggio a forza di gambe fra Canterbury e Roma (2006).
ROMA-JERUSALEM 2008
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Il viaggio: I, Roma-Brindisi
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