ROMA
JERUSALEM
2008
Con il patrocinio ufficiale di AEVF
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Il nostro viaggio, prima parte: da Roma a Brindisi via terra.
I. Da Roma a Pescasseroli
Roma-Frascati
La lunga marcia é cominciata. La nostra bandiera si é mostrata per la prima volta sui Fori Imperiali. Un timbro sulle credenziali al Domine quo vadis e il lastricato dell'Appia Antica si é aperto per noi come per gli uomini di venti secoli fa... Domani sapremo con certezza che non stiamo sognando, e il viaggio verso Gerusalemme é iniziato sul serio.
Frascati-Palestrina
...Lasciata Frascati al suono della banda, in mattinata raggiungiamo Colonna, paese di origine della famosa nobile famiglia romana. Verso metà giornata il caldo aumenta e l'arrivo a Zagarolo avviene davvero sudato. Il paese sembra rifiutare la celebrità che Franco Franchi volle donargli nell' indimenticabile pellicola "Ultimo tango
a Zagarolo". Nemmeno un bar gli hanno dedicato! Ultima fatica fino a Palestrina.
Bellissima cittadina dominata dal misterioso tempio della fortuna primigenia...
Palestrina-Altopiani di Arcinazzo
Terza tappa, funestata da problemi fisici come tutte le terze tappe, con sosta alla stazione abbandonata di Paliano, lungo la vecchia ferrovia per Fiuggi, e arrivo in salita su mulattiera agli altipiani di Arcinazzo. Da qui si vedono le cime innevate...
Altopiani di Arcinazzo-Filettino
Oggi abbiamo trovato il sentiero e1, in teoria la spina dorsale della mobilità dolce in Italia, sbarrato col filo spinato! Forti dei nostri diritti di camminatori siamo penetrati all'interno della recinzione ma numerosi tori esuberanti e dalle corna aguzze ci hanno convinto a tornare sui nostri passi. Abbiamo risalito la valle dell'Aniene percorrendo scorciatoie non segnalate, vecchie mulattiere che ci hanno condotto fino a Filettino. Domani si sale alla Serra Sant'Antonio verso l'Abruzzo. Da qui si vede molta neve. Speriamo di non incontrarla lungo il sentiero.
Filettino-Capistrello
La giornata comincia salendo 600 metri verso la Serra Sant'Antonio, dominata dalla mole innevata del Monte Viglio. Non meno innevato il versante abruzzese della Serra, uno scosceso canalone che abbiamo disceso con l'aiuto delle bacchette, praticamente sciando, fino a quando non ci siamo trovati nei pressi di Canistro Superiore, provincia dell'Aquila.
Alle porte del paese di Capistrello una signora si è informata sul nostro viaggio, e ha finito per dichiarare che lei un viaggio così non riuscirebbe a farlo neppure "se potessi riportare di qua un mio caro scomparso". Sentiamo di camminare anche per lei.
Capistrello-Villavallelonga
Abbiamo imparato in extremis come evitare chilometri di asfalto: la Fossa di Luco conduce da Capistrello a Luco dei Marsi passando dalla chiesetta della Trinita', dove abbiamo trovato due alpini impegnati nei lavori di restauro. Hanno suonato per noi la campana e ci hanno offerto del vino. Poi la incredibile visione della piana del Fucino, con le sue geometrie di campi coltivati, stretta tra colossi innevati, si e' aperta sotto di noi.
Da Trasacco abbiamo risalito la Vallelonga, detta anche Valle Rosa, battuta da un vento freddo. Domani Gran premio della montagna a 1686 metri al passo della Ceretta.
Villavallelonga-Pescasseroli
La tappa piu' dura fin qui ci ha portati fra le nevi non ancora battute del Passo dell'Aceretta. L'adesivo della Roma-Jerusalem sulla croce sommitale testimonia del primo passaggio di bipedi da parecchi giorni a questa parte, ma le tracce di quadrupedi non mancavano, cosi come i giri maestosi dei grandi rapaci sopra di noi. Siamo scesi lungo una pista da sci che ci ha portato fino a Pescasseroli, più simile a un villaggio svizzero che alle località abruzzesi viste fin qui.
II. Da Pescasseroli a Benevento
Pescasseroli-Alfedena
La mattina camminiamo tra praterie verdi e boschetti di faggi attenti a schivare cinghiali, il pomeriggio costeggiamo invece le rive del lago di Barrea. La sera, - sì, perché siamo arrivati che già le tenebre calavano -, arranchiamo per tornanti senza fine verso la nostra meta, il borgo di Alfedena, appena fuori dal Parco Nazionale.
La mattina, di buon ora, usciamo dalla locanda dove abbiamo passato la notte a Pescasseroli ed ecco subito venirci incontro festoso questo enorme pastore abbuzzese con i dreadlocks sulla coda. Proviamo a seminarlo, ma lui ci marca stretto: finirà che ci accompagnerà per tutta la giornata. A Polo, questo il nome del nostro angelo bianco, si uniranno poi altri cani. Insieme ci salveranno dall'incontro con tre enormi cinghiali e ci scorteranno fino al primo paese. Mentre gli altri amici a 4 zampe ci lasceranno uno dopo l'altro, Polo, con la lingua sempre più a penzoloni, ci scorterà fino ad Alfedena dove le nostre strade purtroppo si divideranno per sempre. Grazie Polo e buona fortuna per la tua vita raminga!
Alfedena-Colli al Volturno
Oggi siamo passati dalla valle del Sangro, le cui acque si gettano nell'Adriatico, a quella del Volturno, che sfocia nel Tirreno. Il verdissimo Molise che abbiamo conosciuto fin qui è fatto di boschi, laghi, pendenze e contropendenze, strade incompiute da 40 anni, paesi senza banche, ex sindaci felici di raccontarti di
tradizionali processioni in nome di san Michele e della propria avventura esistenziale fra migrazioni giovanili a Monza e altre piu' impegnative a Chicago,Illinois. Altre scarpe che hanno camminato tanto...
Colli al Volturno-Isernia
Al bivio abbiamo scelto bene. Evitati viadotti e guard rail della strada nuova per Isernia, abbiamo seguito le curve deserte della vecchia strada, priva di bar ma confortevole. Dopo una sosta refrigerante al fiume siamo entrati in città. Giorgio e Valerio sono ripartiti verso Bologna, e al loro posto... Manfro!
Isernia-Bojano
Tre gran premi della montagna, acqua, tanta acqua, molto fuoristrada alla ricerca del Tratturo Regio, l'autostrada verde, talora invasa da sterpi, a tratti invece percorribile con slancio. Sosta sotto un temporale al santuario dell'Addolorata di Castelpetroso, infestato da scolaresche in gita. Arrivo a circa 400 metri in quota nell'allegro borgo di Bojano che un anziano pastore con ombrello ci ha indicato come Buojahn'. Passeremo la serata nell'ineffabile locanda che ci ospita a curare i nostri piedi massacrati...
Bojano-Morcone
Avevamo molte aspettative sul conto del Regio Tratturo Pescasseroli - Candela. Se ci camminano sopra le pecore, andrà benissimo anche per noi, ci dicevamo. Poi ieri il tentativo di seguirlo si è rivelato molto faticoso: fra tratti impantanati, rovi, sterpi e segnaletica assente ne abbiamo percorso un tratto ad una velocità ben poco esaltante. Oggi, invece, la meraviglia: la Provincia di Campobasso e la Comunità Montana dell'Alto Tammaro hanno provvisto l'Itinerario di segnavia e di pannelli informativi, che ci hanno condotto alla sorprendente città romana di Saepinum, immersa nel bosco ai piedi dei monti del Matese. L'incedere lento delle greggi e il latrare dei cani ci hanno poi guidati a Sassinoro e infine a Morcone.
Morcone-Benevento
Quasi una maratona: 38 chilometri non sono uno scherzo, specialmente su asfalto e con uno zaino in spalla. Tuttavia, nè noi nè l'amico Manfro da Falconara ci siamo persi d'animo, e già alle due avevamo percorso il grosso della tappa, concedendoci un arrivo morbido a Benevento, dove siamo stati accolti da una discutibile installazione che svetta al centro d'una rotonda: Padre Pio e la sua fiammeggiante, metaforica, chioma ci hanno sorpreso non poco. Poi, risalito il viale principale del Rione Ferrovia, pavesato di giallorosso per festeggiare la promozione degli "stregoni" in serie C1, ci sono apparsi il ponte presso il quale è ricordata la sconfitta di Manfredi di Svevia, e infine l'impressionante Arco di Traiano.

III. Da Benevento a Matera
Benevento-San Giorgio nel Sannio
Dopo lo stop and go di 36 ore per presentare L’inattesa piega degli eventi al "Salone del Libro di Torino" Marty Mezzamano ci ha riportato a Benevento. Il tempo di cambiare le t-shirt di cotone con le magliette in microfibra traspirante, calzare le scarpe da cammino, e la marcia è ripresa verso San Giorgio nel Sannio.
Con noi un nuovo compagno di viaggio, nostro ex commilitone nei boy-scout, Franz. A differenza della sua naturale verve il suo equipaggiamento lascia un poco a desiderare...
San Giorgio nel Sannio-Mirabella Eclano
Oggi, durante la salita verso Mirabella Eclano, abbiamo conosciuto il vecchio Joe e la sua famiglia. Era una salita come tante altre fino a quando non si è affacciato dalla siepe di un agriturismo questo signore con i capelli da vecchio hippy, chiedendo "Dove andate? Fermatevi! A Gerusalemme? Venite qui, mi interessa!". Impossibile resistergli. Abbiamo abbandonato la strada per il cortile, dove siamo stati fatti sedere e ci è stato offerto di tutto, torta, caffé e uno speciale succo di fragola prodotto dai monaci del vicino monastero ortodosso di rito romeno. "Pensate che ho appena letto sul giornale di altri viandanti diretti a gerusalemme. Ma è una cosa di moda?". Ci mostrava il rotocalco "Verissimo". Inutile dire del nostro stupore nell'apprendere che quei viandanti eravamo proprio noi!
Mirabella Eclano-Vallesaccarda
Oggi, dalle parti di Flumeri (Avellino) abbiamo avuto un'idea onirica ma promettente:rilastricare i settecento chilometri dell'Appia alla maniera classica e farne un itinerario pedonale fra Roma e Brindisi. Sarebbe una grandissima opportunità
di rilancio per la mobilità dolce e il turismo in regioni come il Sannio e l'Irpinia, che ci stanno lasciando a bocca aperta per la vegetazione lussureggiante, l'aria pulita e il decoro inatteso dei centri abitati: la Campania non è solo quella raccontata nei telegiornali o da "Gomorra".
Vallesaccarda-Lacedonia
Piove tutta la notte e abbiamo il dubbio che l'acqua entri nella stanza dal putrido buco scavato, goccia dopo goccia, dalla condensa del condizionatore: il soffitto è talmente fradicio che temiamo che il tutto si schianti ai piedi dei nostri letti.
Usciamo così già abituati all'umidità, ed è una fortuna perché non accenna a smettere di piovere.
Veniamo a sapere che l'unica via per evitare la statale si diparte dall'asfalto da una quercia secolare decapitata. Da lì è fango-crossing seguendo a vista il tracciato dell'autostrada e il corso di un fiume di cui forse non impareremo mai il nome. Ormai nei pressi dell'arrivo a Lacedonia, circondata da moderni mulini a vento, uno dei tre viatores, contravvenendo ad ogni regola, getta la spugna e si lascia
cadere al suolo in preda ai crampi, muovendo a compassione lo sbalordito benzinaio del paese, che allertava un parente automunito. La sera, però, sbalordiva gli altri due compagni giurando che sarebbe arrivato con loro non solo fino a Melfi ma sino in riva allo Ionio. Vedremo.
Lacedonia-Melfi
Partiamo con un facile percorso di cresta, dominato dalle gigantesche pale di decine di impianti eolici: fatalmente ci sentiamo moderni donchisciotte, alle prese non già con il gigante Briareo o il fido Sancio ma più prosaicamente con i 38 chilometri che ci separano da Melfi. Una lieve pioggia ci accompagna a Monteverde, sospesa fra gli ultimi campi e boschi d'Irpinia, poi scendiamo a capofitto verso il ponte sull'Ofanto. Il versante lucano non è meno ripido: risaliamo da 300 a 700 metri sorvegliati da pecore e pastori appostati in cima alle colline.
Qui in Basilicata i cani randagi sono grandi come tori, le lucertole come coccodrilli e i cardi alti come palazzi, ma il profilo di Melfi ci ha accolti al tramonto piu' rassicurante di un abbraccio: siamo entrati nelle terre dell'imperatore mago Federico II.
Melfi-Venosa
...Stabilito una volta per tutte che Franz verrà con noi fino a Taranto senza aiutarsi con altri passaggi in auto, siamo partiti con passo deciso verso Rapolla, dove siamo giunti esattamente venticinque minuti prima del passaggio della Carovana Rosa. E' stato come tornare bambini. Il rumore delle biciclette del gruppo lanciato in discesa ricordava il frinire di un gigantesco insetto colorato...
Venosa-Spinazzola
...Quando giungiamo alla fontana-abbeveratoio all'ingresso di Palazzo San Gervasio sono le due passate, e l'assetatissimo Franz quasi vi si getta dentro: un anziano di passaggio lo osserva sgomento bere litri e bagnarsi la testa, bere di nuovo e ribere senza prender fiato, e commenta che il nostro amico sembra avere un rapporto sessuale con l'acqua.
Nel pomeriggio, chiacchiere psichedeliche propiziate dall'aria che rinfresca ci accompagnano verso un agriturismo nei pressi di Spinazzola (Bari). Campi di grano a perdita d'occhio annunciano gli orizzonti distesi della Puglia.
Spinazzola-Gravina in Puglia
...Vento, vento e ancora vento. Teso, da Sud. Non ci lascia tregua mentre percorriamo il tappone da 40 chilometri ribattezzato "la maratonina delle Murge". Siamo in tre, poi all'improvviso in due. Poi Franz ricompare affacciandosi dalla cabina di un tir diretto a una vicina cava. "Ho preso un passaggio brevissimo - si affretta a dire mentre scende - appena 400 metri, forse meno...".
Gravina in Puglia-Matera
Ripartiamo controvento, e nel giro d'un paio d'ore siamo fermi davanti a un bar isolato: si chiama Agape, nome promettente, ma ci lasciano chiusi fuori, ché dentro ferve un ricevimento di matrimonio e nessuno vuol vedere noi viandanti vicino alla sposa, nonostante siamo uomini nuovi, salvi per miracolo e resi ebbri dalla marcia,
compreso Franz che oggi sembra atleticamente risorto e ha addirittura tirato la carovana per qualche chilometro...
IV. Da Matera a Brindisi
Matera-Laterza
Oleandri, ulivi sempre più grandi, fichi d'india. Bande di ragazzini socievoli, divani sfondati e frigo arrugginiti lanciati nei letti in secca dei torrenti. E poi, le domande della gente: "Da Roma? TUTTO A PIEDI? Ma perché lo fate? E' una scommessa? Una penitenza?"
Laterza-Castellaneta Marina
Oggi però è stato un giorno speciale perché, dopo aver attraversato il lembo più orientale della piana di Metaponto, siamo giunti in riva allo Jonio. Verso Est, Taranto, a Ovest il profilo imponente dei primi monti della Calabria. Avanti non si può più andare: punteremo a Sud-Est, verso il "Tacco" d'Italia.
Castellaneta Marina-Taranto
Camminiamo per chilometri e chilometri sulla spiaggia, ampia e costellata di ciò che il mare ha trasportato a riva in questi giorni di vento forte da sud. Guadiamo di tanto in tanto gli estuari dei corsi dacqua che si gettano nello Jonio. Capita di trovare scatole di razzi di segnalazione della Marina Militare, scarpe spaiate, cassette rotte, palloni bucati, tracce di vite che non conosceremo mai...
Taranto-Grottaglie
Un passaggio di Franz in farmacia per rifornirsi di sostanze medicamentose, i primi passi fra bandiere rossoblu appese ai balconi per festeggiare la compagine calcistica cittadina, poi costeggiamo l'Arsenale e usciamo verso Oriente lungo l'Appia.
Il caldo è quasi terrificante, e anche i randagi spelacchiati e rognosi che si aggirano per la campagna non scherzano.
Jack ci ha prestato mappe dettagliate della zona, e dopo pochi chilometri lungo la "circummarpiccolo" infiliamo una sterrata fra gli ulivi e prendiamo a orientarci con carta e bussola...
Grottaglie-Latiano
Nel pomeriggio la temperatura si fa rovente, camminiamo sotto gli ulivi e le nostre calzature pestano terra che sembra non conoscere innaffiature da molte settimane. Giungiamo un po' rintronati a Oria, ameno borgo che un tempo fu la principale "statio" dell'Appia fra Tarentum e Brundisium: ci troviamo sull'unica collina dei dintorni, e la piana salentina si distende sotto di noi circonfusa di foschia. Non sembra nebbia, piuttosto pare che l'intera Terra d'Otranto sudi insieme a noi.
Latiano-Brindisi
...Cosa significa arrivare?
Giungere alla colonna rostrata di Brindisi, dove la strada consolare voluta da Claudio Appio Cieco si ferma al cospetto del mare, e una scalinata dedicata a Virgilio fa da cornice al frangersi delle onde adriatiche...
Vai alla seconda parte del viaggio: via mare attraverso il Mediterraneo
Vai alla terza parte del viaggio: a piedi in Terrasanta
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CHI SIAMO
Siamo un’associazione di camminatori, indipendenti da partiti e associazioni, dedita alla riscoperta di antichi itinerari.
Prima di scriverne, li percorriamo!
Scopri il nostro grande viaggio fra Roma e Gerusalemme dell’estate 2008, oppure naviga fra le pagine dedicate al nostro primo viaggio a forza di gambe fra Canterbury e Roma (2006).
ROMA-JERUSALEM 2008
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Il viaggio: I, Roma-Brindisi
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