Francigena 21 Francigena XXI - da Canterbury a Roma sulle tracce di viandanti e pellegrini Enrico Brizzi
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L’itinerario di Sigerico e l’Europa del XI secolo

Il merito di averci fatto conoscere le submansiones del viaggio di Sigerico va ascritto allo storico inglese William T. Stubbs, che pubblicò nel 1874 il primo itinerario completo (per la verità, una delle 80 soste-tappa è sempre rimasta misteriosa).

È servita una pace europea duratura, tuttavia, perché alle ricerche scientifiche e accademiche facesse seguito un impegno "sul campo" di istituzioni, organizzazioni religiose e enti di valorizzazione del territorio.

Alla via Francigena è stato riconosciuto negli anni Novanta, 1000 anni dopo il viaggio di Sigerico, lo statuto di Itinerario culturale europeo, ma un impegno altalenante delle amministrazioni locali non ha ancora permesso la messa in posa di una segnaletica unica, né esistono guide organiche sull’intero percorso.

Tuttavia, sulla scorta della riscoperta di massa del Cammino di Santiago, i camminatori più attenti giudicano la Francigena the next big thing nell’agenda dei percorsi storici.


Canterbury: il canale presso la West Gate

In Italia siamo in piena fase pioneristica, con gruppi di volontari intenti a battere i tratti più vicini a casa, ma a Nord del San Bernardo il termine Via Francigena è quasi ignoto, né gli abitanti dei centri sorti e prosperati sulla strada dei grandi pellegrinaggi si percepiscono più "sulla strada per Roma".

Tuttavia, grazie alla fitta rete di sentieri messa in atto in Francia dalla FFRP e in Svizzera dalla FSTP, e con l’aiuto di un pizzico di ingegno, è possibile ricalcare da vicino i passi di viaggiatori, condottieri e pellegrini diretti in Italia lungo le tappe della Via Francigena…

Se studi come quelli di Giovanni Caselli, che compì una ricognizione completa nel 1985, e Renato Stopani hanno aperto la stagione delle fortune bibliografiche per gli studi romei in ambito laico, bisogna attendere il 1996 per un volume fotografico di grande impatto come quello edito da Giorgio Mondadori, basato sul viaggio di Corbellini e la staffetta internazionale di pellegrini.

Il viaggio, che molti considerano il primo pellegrinaggio moderno completo sulla Francigena, si svolgeva sotto gli auspici de La rivista del Trekking e godeva della collaborazione di enti territoriali come la Federazione Francese per il turismo a piedi. Pellegrinaggio finito in gloria, visto che Corbellini e soci vennero ricevuti a Roma da papa Giovanni Paolo II.

Della Francigena si torna a parlare in occasione del Giubileo del 2000: fra le molti reti cattoliche che si attivano c’è quella della Confraternita di San Jacopo, da cui provengono Franco Cinti e Monica D’Atti, autori cinque anni più tardi di una determinante guida per camminatori al tratto italiano della Francigena.

Gli stessi guideranno un pellegrinaggio giovanile da Altopascio a Siena nell’estate 2006, con arrivo previsto a Roma per la festa dei santi Pietro e Paolo, in occasione dei 500 anni dalla posa della prima pietra della basilica di San Pietro.

Insieme alla staffetta delle guardie svizzere da Bellinzona a Roma, una delle iniziative di punta della stagione 2006 tese alla riscoperta di questo grande percorso storico.


Roma vista dai Fori Imperiali

 

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