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L’itinerario di Sigerico e l’Europa del XI secolo
Il merito di averci fatto conoscere le submansiones del
viaggio di Sigerico va ascritto allo storico inglese William T. Stubbs,
che pubblicò nel
1874 il primo itinerario completo (per la verità, una delle 80
soste-tappa è sempre rimasta misteriosa).
È servita una pace europea duratura, tuttavia, perché alle
ricerche scientifiche e accademiche facesse seguito un impegno "sul
campo" di istituzioni, organizzazioni religiose e enti di valorizzazione
del territorio.
Alla via Francigena è stato riconosciuto
negli anni Novanta, 1000 anni dopo il viaggio di Sigerico, lo statuto
di Itinerario culturale
europeo, ma un impegno altalenante delle amministrazioni locali
non ha ancora permesso la messa in posa di una segnaletica unica, né esistono
guide organiche sull’intero percorso.
Tuttavia, sulla scorta della
riscoperta di massa del Cammino di Santiago, i camminatori più attenti
giudicano la Francigena the next
big thing nell’agenda dei percorsi storici.

Canterbury: il canale presso la West Gate
In Italia siamo in
piena fase pioneristica, con gruppi di volontari intenti a battere i
tratti più vicini a casa, ma a Nord del San
Bernardo il termine Via Francigena è quasi ignoto, né gli
abitanti dei centri sorti e prosperati sulla strada dei grandi pellegrinaggi
si percepiscono più "sulla strada per Roma".
Tuttavia,
grazie alla fitta rete di sentieri messa in atto in Francia dalla FFRP
e in Svizzera dalla FSTP, e con l’aiuto di un pizzico
di ingegno, è possibile ricalcare da vicino i passi di viaggiatori,
condottieri e pellegrini diretti in Italia lungo le tappe della Via Francigena…
Se studi come quelli di Giovanni Caselli, che
compì una ricognizione
completa nel 1985, e Renato Stopani hanno aperto la stagione delle
fortune bibliografiche per gli studi romei in ambito laico, bisogna
attendere il 1996 per un volume fotografico di grande impatto come
quello edito da Giorgio Mondadori, basato sul viaggio di Corbellini
e la staffetta internazionale di pellegrini.
Il viaggio, che molti considerano il primo
pellegrinaggio moderno completo sulla Francigena, si svolgeva sotto
gli auspici de La rivista del Trekking e godeva della collaborazione
di enti territoriali come la Federazione Francese per il turismo a
piedi. Pellegrinaggio finito in gloria, visto che Corbellini e soci
vennero ricevuti a Roma da papa Giovanni Paolo II.
Della Francigena si torna
a parlare in occasione del Giubileo del 2000: fra le molti reti cattoliche
che si attivano c’è quella
della Confraternita di San Jacopo, da cui provengono Franco Cinti e Monica
D’Atti, autori cinque anni più tardi di una determinante
guida per camminatori al tratto italiano della Francigena.
Gli stessi guideranno
un pellegrinaggio giovanile da Altopascio a Siena nell’estate
2006, con arrivo previsto a Roma per la festa dei santi Pietro e Paolo,
in occasione dei 500 anni dalla posa della prima pietra della basilica
di San Pietro.
Insieme alla staffetta delle guardie svizzere da Bellinzona
a Roma, una delle iniziative di punta della stagione 2006 tese alla riscoperta
di questo grande percorso storico.

Roma vista dai Fori Imperiali

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